ISEE corrente: cos'è e quando si può richiedere
Aggiornato: settembre 2026 · Fonti ufficiali indicate in fondo alla pagina
L'ISEE ordinario guarda ai redditi di due anni fa: se nel frattempo la tua situazione economica è peggiorata, aspettare l'ISEE dell'anno successivo può essere un problema. L'ISEE corrente (art. 9 del DPCM 159/2013) risolve questo caso: è un ISEE calcolato sui redditi degli ultimi 12 mesi e sul patrimonio più recente, che si può ottenere in presenza di specifiche variazioni della situazione.
Le condizioni per ottenere l'ISEE corrente
Serve un ISEE ordinario in corso di validità e almeno una di queste condizioni:
- Variazione della situazione lavorativa (perdita o inizio di attività lavorativa) o interruzione/inizio di trattamenti o indennità esenti da IRPEF, verificatasi dopo il 1° gennaio dell'anno dei redditi usati per l'ISEE ordinario;
- Variazione del reddito superiore al 25% rispetto a quello rilevato per l'ISEE ordinario (si confronta l'indicatore reddituale dei nuovi 12 mesi con quello dell'ISEE ordinario);
- Variazione del patrimonio superiore al 20%, che può essere richiesta facoltativamente a partire dal 1° aprile di ogni anno.
Come si calcola
- Redditi: ultimi 12 mesi, oppure la somma dei redditi degli ultimi 2 mesi moltiplicata per 6 se si è verificata risoluzione o sospensione del rapporto lavorativo o interruzione di trattamenti;
- Patrimonio mobiliare e immobiliare: al 31 dicembre dell'anno precedente.
La DSU corrente si presenta in aggiunta alla DSU ordinaria ancora valida, in modalità integrativa. I redditi recenti vanno autodichiarati (con documentazione a supporto richiesta dall'ente), perché non sono ancora presenti nelle banche dati dell'Agenzia delle Entrate.
Quanto dura l'ISEE corrente
- 6 mesi se la variazione riguarda solo i redditi;
- fino al 31 dicembre dell'anno di presentazione se riguarda anche il patrimonio.
Inoltre, se la situazione migliora (nuova assunzione, aumento dei redditi), hai l'obbligo di aggiornare la DSU entro 2 mesi dalla variazione.
Un mito da sfatare
In rete si legge spesso che l'ISEE corrente richieda "una variazione di reddito di almeno 5.000 €": è falso. Nei testi normativi non esiste alcuna soglia di 5.000 € per accedere all'ISEE corrente: contano le percentuali (25% sul reddito, 20% sul patrimonio) e le condizioni lavorative descritte sopra.
Quando conviene
Un esempio: hai perso il lavoro a metà 2026, ma il tuo ISEE ordinario è ancora calcolato sui redditi 2024, quando lavoravi. Presentando la DSU corrente dopo la perdita del lavoro, il tuo indicatore si ricalcola sugli ultimi 12 mesi, e può aprirti l'accesso a bonus e prestazioni che con il vecchio ISEE non avresti. Attenzione: ogni prestazione ha regole proprie sull'ammissibilità dell'ISEE corrente; verifica sempre sulle condizioni della singola domanda (o con un CAF).
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L'ISEE corrente sostituisce quello ordinario?
No, si affianca: richiede che l'ISEE ordinario sia ancora valido e copre una finestra limitata (6 mesi o fino a fine anno). Alla scadenza si torna a far riferimento all'ordinario, salvo rinnovo.
Ho un anno di disoccupazione: posso chiederlo?
Sì, la perdita del lavoro avvenuta dopo il 1° gennaio dell'anno dei redditi dell'ISEE ordinario è una delle condizioni previste. La richiesta si presenta tramite DSU integrativa.
Dove si richiede l'ISEE corrente?
Negli stessi canali dell'ISEE ordinario: sito INPS con SPID/CIE/CNS, CAF, professionisti abilitati o Comune.